Se potessi cenare con un personaggio storico, chi sceglieresti?
Quante volte abbiamo sentito questo interrogativo, e quante volte ci siamo soffermati a scorrere virtualmente una sorta di album delle figurine dei personaggi che abbiamo incontrato sui libri di scuola, nei romanzi, da Mosè a Napoleone passando per Giulio Cesare.
Se facciamo questo giochino in questo giorno preciso, noi appassionati di vino non possiamo che pensare a riportare a tavola con noi Gino (Luigi) Veronelli, di cui celebriamo il centenario della nascita. Lui che nel suo “Viaggio in Italia per le città del vino” ci ha accompagnati a spasso per i territori del cibo e del vino. Amico, maestro, papà e nonno di tutti i sommelier, mente anarchica e penna affilata, ha fondato la moderna critica enogastronomia italiana.
Quando seppe della fondazione dell’Associazione Italiana Sommelier, Veronelli sognava che “Sommelier giovani e capaci avrebbero offerto in luoghi d’indicibile bellezza - i vini (divenuti grandi) della nostra Terra accoppiati a cibi altrettanto grandi e terragni”.
Nel 2000, dopo aver visitato la sede di Roma, scrisse commosso “Oggi m’accorgo, qui, essersi il sogno realizzato e l’emozione è immensa”.
Ed è con questo spirito che oggi, brindiamo a Luigi Veronelli, ricordando la sua celebre metafora “il vino è il canto della terra verso il cielo”.