L’Asti Docg all’assalto dell’happy hour
Atteso per quest’estate nelle enoteche e nei dehors dei locali alla moda: è in arrivo un nuovo protagonista per il rito dell’aperitivo?
Pubblicato il 05/04/2017

Se molti hanno salutato positivamente questa novità che rappresenta un'opportunità di completamento e di ulteriore visibilità della Denominazione Asti, dal Veneto giungono i malumori dei produttori e dei supporter del Prosecco che temono la futura, inevitabile concorrenza nello stesso segmento di mercato. In particolare ha espresso le proprie perplessità il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Con tutti i nomi e tutte le soluzioni verbali che si potevano trovare - ha sostenuto il presidente - ritengo che aver scelto la denominazione Asti Secco sia un danno. Prima di tutto a loro. L'assonanza, la vicinanza fonetica al Prosecco rischia di diventare un boomerang.”. Gli fa eco il presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, Stefano Zanette, per il quale l’uso evocativo del termine “secco” potrebbe indurre confusione nel consumatore e creare ulteriori problemi al Prosecco già sotto attacco dal fronte estero dove non si contano i tentativi di imitazione.
Questa eventualità sembra, almeno per il momento, piuttosto remota stante la proposta dello stesso consorzio dell'Asti di non riportare nell’etichetta della nuova versionela scritta “Secco” sulla stessa riga del nome del prodotto “Asti”.