L'Orange Wine del Monastero
Nella campagna viterbese sorge un raro monastero Trappista nel quale si produce un ottimo vino, sotto la guida di Suor Adriana.
Pubblicato il 01/12/2016

Inizialmente il vino prodotto veniva venduto sfuso. Questo fino al 2006 quando si iniziò ad imbottigliarlo, anche su consiglio di Paolo e Piero Bea (titolari dell'omonima e nota Cantina di Montefalco) che incoraggiarono la scelta “naturale” e disegnarono le etichette stesse.
Oggi è lei, suor Adriana, che si occupa del vino. Con l'aiuto delle due sorelle coltivano la vigna (meno di un ettaro), raccolgono le uve e fanno, dal 2008, il Coenobium Ruscum, prodotto in maniera assolutamente naturale, senza ricorrere alla chimica o alla stabilizzazione forzata. Tino di resina, 15 giorni sulle bucce ed un anno in acciaio. Il risultato è un vino particolarissimo, composto da uve trebbiano, malvasia e verdicchio, presenti nel territorio già dal medioevo.

Di colore paglierino dorato, quasi arancio. Al naso si avvertono profumi di erba tagliata, erbe balsamiche (mentuccia e salvia) unite a note fruttate. In bocca si presenta con una grande freschezza e sapidità, note fruttate e lime, con leggeri tannini (15 giorni sulle bucce), finisce con buona persistenza gusto-olfattiva. Di grande beva.
Il bassissimo contenuto di solfiti, e la sua conseguente buona digeribilità, induce a berne un po' di più rispetto ad altri vini.
Si serve fresco e si può accompagnare praticamente a tutto. Formaggi freschi, pizze e focacce rustiche, coniglio, pollo, quaglia e piccione, ma anche pesce e parmigiana di melanzane. E proprio per questa sua caratteristica di essere abbinabile ad un ampio spettro gastronomico, appare perfetto come aperitivo, unito a piccoli, vari e gustosi assaggi.
Monastero Trappiste Vitorchiano
Via della Stazione
Vitorchiano VT
coenobiumetruscum@gmail.com
