Il peso delle emozioni
Esistono strumenti o unità di misura atti a quantificare le sensazioni che a volte un vino provoca?
Pubblicato il 21/06/2017

Ed è da qui, dalla meraviglia di una serata che si preannunciava ricca di contenuti emotivi, che muovono le riflessioni rivolte allo storico evento dedicato al Cervaro della Sala e ai suoi padri, il Marchese Piero Antinori e il dott. Renzo Cotarella, celebratosi nello splendido Borgo Egnazia in una bellissima sera ambasciatrice dell’estate.
Una Storia fatta di generazioni di nobili amanti del vino fin da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri, come recita la corposa didascalia al quaderno di degustazione donato ai numerosissimi partecipanti intervenuti. Generazioni che si sono succedute nella continuità di una tradizione fatta di costante dialogo con la terra e i suoi attori protagonisti: vegetali, climatici e umani. Che sfocia in una sorta di magnifico stato della mente: l’ossessione per la ricerca della qualità e per la creazione di vini di personalità e identità, che riconosceresti tra mille altri. Ed è così che, con nobile orgoglio, il Marchese Piero Antinori traccia le caratteristiche che deve possedere un grande vino: personalità spiccata, piacere edonistico ed intellettuale, capacità di affinamento ed evoluzione.

Il risultato? Una perfetta identità e un preciso stile aziendale fatto di crema di limone, frutta esotica, fiori bianchi, mineralità, freschezza, ampiezza e complessità, note fumé che non sono il risultato di tostature dei legni di contenimento ma di un vero e proprio bagaglio territoriale, come racconta la magistrale Daniela Scrobogna nella sua degustazione.
E mentre i bianchi del passato scansavano tutti il contatto mosto bucce per evitare ossidazioni, imbrunimenti e transito di sostanze dannose in fase di lavorazione delle uve, quella famosa ossessione conduceva invece alla smisurata voglia di ottenere un vino che avesse struttura e longevità.

Ma che dire della sorpresa finale che chiude una verticale memorabile? Il cui scopo, come sapientemente ha ricordato Renzo Cotarella, non è mai quello di verificare quale sia la migliore annata, ma di stabilire un rapporto unico col vino, visto da più punti di vista, così da poter entrare in simbiosi con esso e identificare il filo conduttore di un’intera esperienza. Che dire dello storico millesimo 1988 disvelato solo al momento della mescita? Tutto quello che di meraviglioso si possa pensare! Tridimensionalità, apoteosi di sensazioni, sinfonia di note. Su tutte, quelle di idrocarburi, erbe aromatiche, spezie, agrumi fuse in una stupefacente freschezza.
Il ricco buffet finale, accompagnato dai gioielli enoici delle tenute Tormaresca dei Marchesi Antinori e offerto nei suggestivi spazi esterni del Resort, è stato il degno suggello di una serata indimenticabile.
Si, le emozioni si possono pesare. Uno scienziato in passato ha anche costruito uno strumento artigianale, in legno, capace di quantificare l’attività cognitiva della mente umana. Noi preferiamo l’affascinante e personale bilancia della sensibilità artistica.