
La prima vendemmia delle uve che danno origine al
Vintage Tunina risale al 1975, un anno prima della nascita del sottoscritto, anche se i primi esperimenti iniziarono un paio di anni prima.
Nell’anno della quarantesima vendemmia si è tenuto il 15 dicembre 2017 un grande evento in casa
Jermann, una degustazione verticale di Tunina -così è chiamato confidenzialmente dalla famiglia Jermann e dagli appassionati- per celebrare il suo prodotto più celebre, la punta di diamante della cantina.
L’istinto suggerirebbe la parola purosangue in questo contesto, e molto probabilmente non sarebbe corretto, dato che la Tunina è in realtà un uvaggio di Sauvignon, Chardonnay, Ribolla Gialla, Malvasia istriana e Picolit (con qualche ulteriore segreto svelato durante la degustazione e che l’autore custodirà gelosamente nella sua personalissima “scatola nera”).
Ciò che è puro in questo vino è il terroir, l’essenza raffinata e le caleidoscopiche sfaccettature dei bianchi friulani, l’espressione massima di “seta e sale” che sprigiona dal calice.
La giornata di festa e di studio prevede un tavolo di 12 partecipanti, inclusi l’istrionico
Silvio Jermann con il figlio Michele e Edi Clementin direttore dell’azienda, a confrontarsi super-partes su 9 annate di Tunina e 1 intruso.
Le bottiglie vengono servite coperte ed è divertente cercare di scovare l’intruso nella sequenza non ordinata delle annate (2002-1983-2015-1990-2005 Tocai Friulano Doro Princic, l’intruso-2015 edizione storica-1997-2010-2006-2016 appena imbottigliato), nonché cercare l’ordine corretto della serie. I sensi guidano i degustatori, la discussione è interessante e molto animata, il confronto è aperto e di grande profondità culturale. È emozionante sedere a quel tavolo, popolato di grandi nomi della critica e del giornalismo, e giocare insieme a capire il vino.
La forza del cru, di quel piccolo appezzamento nel quale la Tunina nasce, emerge viaggiando a ritroso nel tempo e regalando sempre più profondi soffi minerali di polvere pirica (la forza dello Chardonnay e del Friuli!) e splendidi accenni speziati a contornare essenze fresche e balsamiche, sentori iodati e nelle annate più giovani ancora fruttati e floreali.
Al termine della degustazione lo chef stellato Antonia Klugmann delizia gli ospiti con alcune preparazioni originali e molto stimolanti, splendide alla vista e gratificanti al palato; il gran finale è però ancora tutto del vino, con il Pinot nero e il Picolit della casa a suggellare con una glassa di calore la magia del momento.
N.B.
Dell’annata 2015 di Vintage Tunina un lotto di circa 4000 bottiglie è stato prodotto secondo il metodo tradizionale con affinamento in vasca di cemento.